Produzione artistica:
Max Monti e Mauro Pilato (Quintorigo)

Arrangiamento:
Cristian Bonato, Francesca Romana Perrotta e Massimo Marches

Edizione:
Banana Records 2.0/Universo
www.bananarecords.net

Edizioni Curci

Promozione:
Gianfranco Angelicchio
(347.6904382 - g.angelicchio@universospa.com)

Hanno partecipato alla realizzazione di "VERMIGLIO":
Andrea e Gionata Costa (Quintorigo), Vanni Crociani e Gabriele Graziani (Equ), Tommy Graziani (Banda Osiris), Cristian Bonato e Massimo Marches (Officine Pan), Francesco Cardelli e Giuseppe Bonomo.

La band di "VERMIGLIO":
- batteria: Tomaso Graziani
- basso: Francesco Cardelli
- chitarra elettrica/synt: Beppe Bonomo
- chitarra elettrica/acustica: Michele Barbagli
- voce e chitarra acustica: Francesca Romana
Esiste un filo, ma non é rosso come quello di Goethe bensí vermiglio ed é questo che avvolge la figura femminile che Francesca Romana dipinge nel suo nuovo album.
Una figura femminile archetipica: non la donna "moderna", ostentata, con scarso rispetto di sè, ma la donna che é simbolo di sensualitá profonda e al tempo stesso di maternitá, la femmina nella sua essenza piú antica, che ha dentro di sè il mistero della Natura, legata da un istinto metafisico e carnale alle leggi imperscrutabili dell'Universo.
Con questi tratti, pennellate graffianti ma dai colori caldi, che nascono quadri come "Salomè", che denuncia e riscatta una delle figure femminili piú discusse della storia, é un rock dal profumo speziato che accompagna la danza impazzita ed espressamente erotica della protagonista; "L'incantesimo", é il ritratto di una strega innamorata, canzone ipnotica, il cui ritornello é una vera formula magica presa da un libro di stregoneria; " Mara a mie", é tinta di accenti decisamente rock e schizzata di sonoritá della tradizione popolare salentina, in cui la femmina in questione é la tarantolata, femmina del sud, simbolo estremo della lotta fra sacro e profano.
L'ultima pennellata, il tocco del maestro, su questo ritratto femminile é paradossalmente un maschio: "Paolo", brano che chiude il cerchio attorno al grido d'amore di Francesca da Rimini, che riecheggia, commosso e disperato, dagli abissi dell'Inferno dantesco.
Riti, preghiere e sortilegi, quindi, dalla intensa suggestione femminile, dolcemente ed aggressivamente rock, che fluttuano in una dimensione incantata dov'é labile il confine fra streghe e fate: fantasmi di femmine sospese nel tempo tra mistero e follia.
"VERMIGLIO" celebra una donna dal magico sesto senso, maledetta e benedetta al tempo stesso, della quale acquisisce il fascino, dolce ma aggressivo, graffiante da lasciare il segno.